STATE CALMI

 “State calmi, se potete”, si dice ai bambini. Agli adulti, si dice solamente “state calmi”. Si dovrebbe aggiungere “se volete evitare la frenesia, qualità di energia circolante nel corpo, annunciatrice dello stress assortito di numerosi malanni.” La calma non è debolezza, è forza interiore vincente, antidoto allo stress, condizionante le azioni vincenti la libertà adattativa alla conservazione della specie e la qualità della vita dell’homo sapiens. La cosa più aberrante per l’homo sapiens è la concorrenza tra simili e la dimenticanza, che non gli consente di apprendere e di evolvere,  dalla storia altrui e dal proprio vissuto. Ma il pericolo più insidioso del nostro vivere è la noia,  energia opposta alla fretta e alla frenesia. La calma è la quiete dello spirito e il rilassamento del corpo, quello spazio infinito, silenzioso, ricco di significato, dove si realizza l’amorevole personalità dell’umano.

Giungiamo alla calma dalla soglia senza porta dell’ immedesimazione,  nel significato del personale percorso della vita.

Vero è che la libertà non è agire senza calcoli di interesse e la calma è impegnativa,  ci consente di essere liberi e nel contempo responsabili. Ravasi sosteneva: “Eppure, la libertà autentica è anche impegnativa, perché è sinonimo di rigore, di carità, di creazione.” Essa è sostanza vitale per il corpo e soddisfazione esistenziale: massa, spirito, etica, predisposizione esistenziale. E’ dialogo con se stesso, con il passato, il presente e il futuro.

La calma è equilibrante, allinea, mette in riga corpo, mente e spirito nella proiezione del raggio di luce della sapienza vincente.

La serena vitalità è espressione della forza nei valori fondanti l’uomo sapiens, che sa vivere da vincente. 

L’alternativa ai malanni, a cui sono stati indotti gli uomini perdenti è la calma, che consente di ascoltare la voce della forza interiore. Siamo diventati sordi, che non vogliamo sentire, neanche la voce che ci giunge da coloro che hanno vissuto in prima persona esperienze storiche. La calma analitica è sempre bene, non è rinuncia, è senno, purché conservi la forza interiore promotrice della persona libera e responsabile, senza inquinamento dell’intima servitù.

Il dilemma umano “essere o non essere”  ci porta ad ascoltare  il nostro profondo essere nulla, la voce senza parole, senza immagini, senza pensieri, senza analisi, senza indicazioni imposte, niente di quello che desideriamo o crediamo di essere nel quotidiano dell’uomo qualunque nevrotico, alieno, affaccendato e stressato dalla sollecitudine e dalla concorrenza. Sulla strada della calma non vi è segnaletica obbligata, vige la coscienza del buonsenso nella personale sapienza, modellatrice delle personali emozioni. L’homo sapiens vincente è uomo dalla profonda coscienza, calmo osservatore, forte, voglioso di insegnamenti euristici, indimenticabili, libero, riflessivo e emotivo, dignitoso dentro e fuori.